Articolazioni
L'anca è una delle articolazioni più robuste e sollecitate del corpo umano. Sopporta il peso del corpo ad ogni passo, sostiene la corsa, le scale, la posizione seduta prolungata, i movimenti della vita quotidiana. Proprio per questo, quando qualcosa non va, l'impatto è immediato e trasversale: cambia il modo di camminare, di alzarsi da una sedia, di dormire.
Molti pazienti descrivono un percorso simile: "sentivo una fitta all'inguine solo sotto sforzo", poi "ho cominciato a zoppicare dopo un po' che camminavo", poi "mi sono fermato del tutto". Il dolore all'anca viene spesso attribuito al gluteo o alla schiena o alla coscia, e questo ritarda la diagnosi corretta e tempestiva.
L'anca è un'articolazione definita enartrosi, formata dall'incastro della testa del femore nell'acetabolo, che fa parte del grande osso del bacino. Questa conformazione garantisce stabilità e permette movimenti in tutte le direzioni.
Le strutture principali che la compongono:
Femore: l'osso della coscia. La sua testa sferica si articola direttamente con il bacino.
Bacino: l'acetabolo è la cavità in cui si alloggia la testa femorale, formata dalla fusione di tre ossa — ileo, ischio e pube.
Cartilagine articolare: riveste la testa del femore e l'acetabolo, permettendo movimenti fluidi e riducendo l'attrito.
Labbro acetabolare: anello fibrocartilagineo che approfondisce la cavità articolare, aumenta la stabilità e distribuisce i carichi.
Capsula articolare e legamenti: avvolgono l'articolazione con una struttura robusta che limita i movimenti eccessivi e protegge da lussazioni.
Muscolatura periartricolare: glutei, flessori dell'anca, adduttori e rotatori esterni lavorano in sinergia per stabilizzare e muovere l'articolazione in ogni direzione.
L'anca non sempre fa male in modo localizzato. Il dolore può presentarsi all'inguine, al gluteo, alla coscia, fino al ginocchio — rendendo la diagnosi meno immediata. È opportuno richiedere una visita ortopedica quando:
si avverte dolore all'inguine, alla natica o alla faccia laterale della coscia, anche in assenza di trauma il dolore compare dopo una camminata prolungata o si accentua salendo le scale la mattina l'anca è rigida e "calda" per i primi movimenti si nota una limitazione nella rotazione del piede verso l'esterno o nel portare le gambe divaricate compare zoppia, anche lieve e intermittente si avverte un rumore o una sensazione di scatto nell'anca durante il movimento le attività abituali — lavoro, sport, passeggiate — sono diventate fonte di disagio Anche in questo caso: prima si arriva alla diagnosi, più semplice è la soluzione.
Artrosi dell'anca (coxartrosi) La causa più comune di dolore cronico all'anca negli adulti. L'usura progressiva della cartilagine articolare porta a dolore, rigidità e limitazione funzionale. L'evoluzione è variabile: in molti casi si gestisce a lungo con terapie conservative; in altri, quando l'artrosi è avanzata, la protesi d'anca rappresenta una soluzione efficace e duratura.
Conflitto femoro-acetabolare (FAI) Una condizione in cui una variazione anatomica — un eccesso osseo sulla testa del femore o sul bordo dell'acetabolo — provoca un contatto anomalo tra le superfici articolari durante il movimento. Frequente nei giovani sportivi, causa dolore all'inguine, limitazione nella rotazione interna e, nel tempo, può danneggiare il labbro acetabolare e la cartilagine.
Lesione del labbro acetabolare Il labbro può lacerarsi in seguito a trauma, conflitto femoro-acetabolare o per degenerazione. Il sintomo tipico è un dolore all'inguine acuto o sordo, spesso accompagnato da una sensazione di scatto o blocco.
Borsite trocanterica Infiammazione della borsa situata sul lato esterno dell'anca, a livello del grande trocantere. Causa dolore laterale — spesso scambiato per dolore alla coscia — aggravato dalla posizione sul fianco o dalla deambulazione prolungata. Molto frequente nelle donne di mezza età, risponde bene al trattamento conservativo.
Tendinopatia degli abduttori L'usura o l'infiammazione dei tendini del gluteo medio e piccolo può causare dolore laterale all'anca simile a quello della borsite, ma con caratteristiche diverse. La distinzione clinica e strumentale è fondamentale per impostare la terapia corretta.
Necrosi avascolare della testa del femore Una condizione meno comune ma importante: l'interruzione dell'apporto di sangue alla testa del femore provoca la morte progressiva del tessuto osseo. Può essere idiopatica o associata a terapie cortisoniche prolungate, abuso di alcol o precedenti traumi. La diagnosi precoce è determinante per le opzioni di trattamento disponibili.
La valutazione ortopedica dell'anca inizia sempre con un'anamnesi accurata: da quanto tempo è presente il disturbo, dove è localizzato il dolore, cosa lo aggrava e cosa lo allevia, quali attività sono compromesse.
Segue un esame clinico che valuta la mobilità attiva e passiva dell'articolazione, la forza muscolare, la lunghezza degli arti e test specifici per il conflitto femoro-acetabolare, il labbro, i tendini e la capsula.
Durante la visita, spesso mi avvalgo dell’utilizzo dell’ecografo per essere più preciso nella diagnosi.
Sconsiglio ai pazienti di eseguire esami strumentali in autonomia prima della visita. Radiografie, ecografie e risonanze magnetiche possono essere necessarie, ma è la valutazione clinica a indicare quale esame è davvero utile e con quale tecnica eseguirlo. Eseguire l'esame sbagliato può ritardare la diagnosi e generare costi inutili.
Nel dubbio, scrivi un messaggio descrivendo il problema: indicherò io stesso se conviene eseguire un esame prima della visita o se è meglio iniziare con la valutazione clinica.
Il percorso terapeutico viene definito in base alla diagnosi, all'età, al livello di attività e alle aspettative del paziente. Le opzioni disponibili includono:
Terapia farmacologica antinfiammatoria e antidolorifica Fisioterapia mirata per recuperare mobilità, forza e schema del passo Infiltrazioni con corticosteroidi, acido ialuronico o collagene o prp Modifica delle attività che sovraccaricano l'articolazione Artroscopia dell'anca nei casi selezionati (conflitto, lesioni del labbro)
Protesi totale d'anca nei casi di artrosi avanzata La chirurgia, anche quando indicata, è sempre il risultato di una valutazione ponderata. In molti pazienti un percorso conservativo ben strutturato permette di ritardare o evitare l'intervento, mantenendo una buona qualità di vita.

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